Armando al Pantheon: un viaggio nella tradizione romana da oltre 60 anni

Armando al Pantheon: un viaggio nella tradizione romana da oltre 60 anni

Nel cuore di Roma, con una vista privilegiata sul Pantheon, sorge uno dei ristoranti simbolo della tradizione gastronomica capitolina: Armando al Pantheon. Un’istituzione che, dal 1961, racconta la storia e l’evoluzione della cucina romana, mantenendo intatta la passione per i sapori autentici.

Le origini: una trattoria di famiglia

Fondato da Armando Gargioli al civico 31 della Salita de Crescenzi, il ristorante si è subito distinto per la sua proposta culinaria legata al quinto quarto, la cucina povera romana che trasforma gli “scarti” in piatti ricchi di gusto. Nel corso degli anni ’70, il locale ha iniziato a cambiare pelle: gli operai che lo frequentavano si sono ritrovati a condividere i tavoli con senatori e personalità del mondo politico.

In questo periodo, il figlio maggiore di Armando, Claudio, entra in scena e porta con sé una nuova visione. Nel decennio successivo, con il passaggio ai fornelli, Claudio introduce rivisitazioni di antiche ricette di Apicio, il celebre cuoco vissuto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Nascono così piatti iconici come la faraona con funghi porcini e birra nera, l’anatra alle prugne e le animelle. Accanto ai grandi classici della tradizione – amatriciana, carbonara, trippa e abbacchio allo scottadito – si fanno spazio creazioni originali come gli spaghetti alla Claudio, con funghi e zafferano, o gli spaghetti alla Verde, un omaggio ai tanti senatori del partito dei Verdi che erano clienti abituali.

Un successo costruito nel tempo

Mentre Claudio rivoluzionava la cucina, suo fratello minore, Fabrizio, prendeva le redini della sala e della gestione amministrativa. Il sodalizio tra i due si è rivelato vincente: Armando al Pantheon ha conquistato per anni i Tre Gamberi del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento per le trattorie, ottenendo anche la chiocciolina nella guida Slow Food Italia e l’inserimento nelle più prestigiose guide gastronomiche italiane e internazionali.

La terza generazione: innovazione e continuità

Oggi, a oltre sessant’anni dall’apertura, la gestione è passata alla terza generazione della famiglia Gargioli. Fabiana, figlia di Claudio, sommelier professionista, ha arricchito la cantina del ristorante portandola a quasi 300 etichette, selezionate con cura per raccontare storie di aziende vinicole di qualità. Flavio, figlio di Fabrizio, ha invece ereditato il ruolo paterno, occupandosi della gestione della clientela, del personale e dei rapporti con i fornitori.

In cucina, la tradizione continua a essere il filo conduttore, ma con un occhio all’innovazione. Graziano Roscioli, formatosi alla scuola di Niko Romito, e Mario Rinaldi, allievo di Claudio Gargioli, uniscono l’alta cucina all’eredità culinaria romana, guidando una squadra giovane e affiatata sotto la supervisione di Claudia Gargioli, terza figlia di Claudio.

Un punto di riferimento senza tempo

La vera forza di Armando al Pantheon risiede nella sua capacità di restare fedele alle radici senza smettere di evolversi. Dopo 64 anni, continua a essere un punto di riferimento per chi cerca la vera cucina romana nel cuore della Capitale, dimostrando che la tradizione può rimanere viva solo se sa adattarsi ai tempi. Un luogo dove ogni piatto racconta una storia, ogni ingrediente è scelto con cura e ogni cliente viene accolto come parte della famiglia.

 

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