"Non ci sono minori stranieri non accompagnati che non vadano a scuola: per noi la scuola viene al primo posto, perché è la chiave che apre la porta dell'inclusione, della partecipazione, del protagonismo". Così Elda Melaragno, presidente della Fondazione Protettorato San Giuseppe, commenta i dati diffusi nei giorni scorsi da Ismu, contenuti nel 30° Rapporto sulle Migrazioni: solo un minore straniero non accompagnato su cinque, in Italia, frequenta la scuola. "Non sempre è facile", prosegue Melaragno, "non è in discussione: la scuola viene al primo posto. Il percorso prevede quindi l'apprendimento della lingua e il completamento del percorso scolastico. Abbiamo inventato tanti strumenti per superare gli ostacoli che incontriamo: tra questi, il filo diretto con le famiglie d'origine, che devono diventare alleate e complici, sposando in pieno questo progetto. In questo modo, il ragazzo sente che il percorso scolastico è condiviso dai suoi familiari e lo affronta con maggiore consapevolezza e impegno".
Le buone prassi possono quindi invertire la tendenza fotografata da ISMU, che già nei mesi scorsi aveva dedicato al tema lo studio "Minori stranieri non accompagnati a scuola. Se l'improbabile diventa possibile": su un campione di circa 3.400 MSNA censiti sul territorio italiano tra il 2020 e il 2022, solo un minore su cinque ha avuto accesso al sistema scolastico italiano (21%). E soltanto il 18% risulta inserito nei corsi di primo livello (corrispondenti alla secondaria di primo grado) e secondo livello (secondaria di secondo grado) presso i CPIA. La maggioranza (55%) frequenta un corso di alfabetizzazione in lingua italiana presso il centro di accoglienza in cui vive o in un CPIA e il 6% è fuori da qualsiasi tipo di programma di apprendimento.
Ci sono luoghi, però, in cui "l'improbabile diventa possibile", appunto. Tra questi, c'è la Fondazione Protettorato San Giuseppe. Secondo il report emanato dalla Fondazione rispetto al progetto SAI MSNA di Roma Capitale 2023-2025, grazie al quale i minori non accompagni ospitati nelle diverse strutte del Protettorato vengono sostenuti in un percorso di orientamento e informazione, tra cui l'insegnamento della lingua italiana e l'inserimento scolastico, i risultati raggiunti sono davvero positivi. Su 18 beneficiari del progetto tutti sono stati alfabetizzati nella lingua italiana, 6 hanno conseguito la licenza media, 10 hanno frequentato corsi di formazione e 4 beneficiari hanno ottenuto la certificazione di conoscenza della lingua L2 Liv-A2. Progetti come questi sono essenziali per il reinserimento sociale del minore straniero e per non lasciare nessuno indietro. La Fondazione ormai da anni è un modello da seguire e un ente capace di fornire buone pratiche e strumenti fondamentali. I dati espressi lo dimostrano nel concreto.