Il Vaginismo . Disturdi Sessuali .La Paura che ferma l’amore Dott.ssa Agnese Eleuteri

Che cosa e’ il Vaginismo?

Con il termine “Vaginismo” si intende l’impossibilità di avere una penetrazione vaginale sia durante un rapporto sessuale sia durante una visita ginecologica o l’inserimento di un Tampax. Questa reazione condizionata è dovuta ad uno spasmo involontario dei muscoli che circondano

 l’entrata della vagina , che anatomicamente appare perfettamente normale.
La contrazione muscolare può essere di diversi gradi: da una forma lieve dove le sensazioni predominanti sono legate a fastidio e disagio, a forme più gravi che non solo impediscono la penetrazione ma portano la donna a serrare l’ingresso della vagina anche con le gambe.
È un disturbo piuttosto comune riscontrato in circa l’1-2% delle donne post-puberali e rappresentano circa il 15-17% dei casi clinici che si rivolgono al sessuologo.
È necessario inoltre distinguere il vaginismo primario dal secondario: nel primo caso la condizione è presente dall’inizio dell’attività sessuale, mentre nel secondo il disturbo si è sviluppato dopo un periodo di funzionamento normale.Tale disfunzione, inoltre, può essere situazionale ( si verifica solo con un certo tipo di stimolazione, in certe situazioni e con certi partner) o generalizzata ( si verifica sempre indipendentemente dalla situazione, dal tipo di stimolazione e dal partner).

La caratteristica principale di questo disturbo è legata alla presenza di FOBIA legata alla penetrazione: è una vera e propria paura, a volte scatenata anche solo dal pensiero della penetrazione. Questa riluttanza fobica rende i tentativi di coito frustranti e dolorosi.
Non dobbiamo però dimenticare che le donne possono continuare ad avere un’attività sessuale non coitale; possono, cioè, raggiungere l’orgasmo grazie alla stimolazione del clitoride, possono ricavare piacere dai giochi erotici, dalle fantasie e cercare il contatto sessuale slegato al coito.

LE CAUSE
Le cause riscontrabili possono essere legati a fattori fisici ma soprattutto ad aspetti psicologici.
Il vaginismo può originarsi da una qualunque patologia degli organi pelvici (imene rigido, endometriosi, malattie infiammatorie etc.) che, rendendo doloroso il coito, può predisporre alla reazione vaginismica.
È necessario, in questo caso risolvere il problema legato alla patologia prima di iniziare una terapia per la disfunzione vaginismica.

Molto più spesso il vaginismo è dovuto ad una varietà di fattori psicologici e sociali, come un’educazione (anche religiosa) molto rigida, le conseguenze psicologiche di un abuso, la difficoltà di sentirsi “penetrati” non solo da un punto di vista fisico. Infatti, dobbiamo considerare che qualunque stimolo negativo associato all’atto sessuale o alla penetrazione vaginale può essere responsabile dell’acquisizione di questa reazione, sia che lo stimolo sia reale o immaginario, consapevole o inconsapevole.

IL TRATTAMENTO
La figura principale che si occupa del trattamento del vaginismo è lo psico-sessuologo, in sinergia con il ginecologo ed anche attraverso il sostegno e l’aiuto del partner della donna.
Il trattamento del vaginismo ha come scopo primario la modificazione della causa immediata del disturbo: la reazione condizionata, fino ad arrivare ad un rapporto coitale.
E’ molto importante accompagnare la donna nel progressivo decondizionamento dello spasmo involontario dei muscoli dell’entrata vaginale, attraverso tecniche specifiche utilizzate dal sessuologo. Tuttavia, prima che questo traguardo possa essere raggiunto, deve essere rimossa la riluttanza fobica alla penetrazione, non solo “fisica”.
Il trattamento sarà finalizzato alla rimozione delle cause personali, di coppia e psicosessuali che hanno favorito l’insorgere del disturbo e l’eventuale cura della cause biologiche con l’ausilio di una terapia finalizzata a ridurre la tensione muscolare durante la penetrazione.

Per chiarimenti e approfondimenti :
Dr. ssa A. Eleuteri, psicologa, sessuologa
Studio Medico,Pomezia via Roma 139 tel 06.910.70.50
 

e-max.it: your social media marketing partner