Vitamina D e Acido Folico negli anziani: Dott. Vincenzo Giordano

Perché è importante evitare il deficit di vitamina D e di acido folico negli anziani

Il soggetto anziano è per definizione un soggetto malnutrito. Critici, a tale proposito, risultano essere i livelli e la disponibilità di vitamina D e di acido folico.

La carenza di vitamina D e di acido folico è o correlata all’insorgenza di una serie di patologie, non ultime le malattie neoplastiche.
Il deficit di vitamina D aumenta con:
• età,
• assottigliamento cutaneo,
• stagione invernale, e/o riduzione dell’esposizione solare,
• obesità,
• patologie renali.

VITAMINA D E CANCRO

La vitamina D gioca un ruolo centrale nella regolazione della crescita e differenziazione di un ampio numero di tipi cellulari. Le sue potenti proprietà antitumorali e pro-differenzianti sono state dimostrate sia in cellule normali che in cellule tumorali.
Diversi studi epidemiologici e sperimentali suggeriscono una correlazione tra ridotto apporto di vitamina D e cancro della mammella, della prostata e del colon.
Poiché l’uso clinico di vitamina D è limitato dalla possibile concomitante ipercalcemia, negli ultimi anni sono stati sviluppati una serie di analoghi della vitamina D con potente attività antiproliferativa e/ differerneziativa che abbiano blandi effetti sulla calcemia.

VITAMINA D E IPERTENSIONE
Evidenze da studi clinici dimostrano sempre più una inversa correlazione tra livelli circolanti di vitamina D e pressione arteriosa e/o attività reninica plasmatica. Solo recentemente è stato dimostrato che l’espressione di renina e la produzione di angiotensina II plasmatica è notevolmente aumentata in topi che non presentano il recettore per la vitamina D. i suddetti topi presentano ipertensione, ipertrofia cardiaca, ed aumentata ritenzione idrica.

VITAMINA D ED OSTEOPOROSI
La deficienza di vitamina D è associata a rarefazione del tessuto osseo e fratture. L’osteoporosi è caratterizzata da riduzione della massa ossea accompagnata da cambi microarchitetturali nell’osso con incremento di suscettibilità alle fratture.
La vitamina D è essenziale per il normale metabolismo del calcio e per il mantenimento della densità ossea.

VITAMINA D E SISTEMA IMMUNE
Il contesto in cui avviene l’interazione tra antigene e sistema immune può determinare tolleranza, immunità specifica, oppure autoimmunità. Aree geografiche con basso apporto di vitamina D presentano più alta incidenza di sclerosi multipla, artrite, e diabete, tutte malattia con etiologia autoimmune. Di certo la forma attiva della vitamina D inibisce lo sviluppo di malattie autoimmuni in modelli animali. Risulta sempre più chiaro il ruolo giocato dalla vitamina D nella risposta immune mediata dalle cellule T. Infatti alti livelli del recettore per la vitamina D sono presenti sia sui linfociti T che sui macrofagi.

ACIDO FOLICO E TUMORI

Numerosi studi epidemiologici hanno suggerito una inversa correlazione tra livelli di folati nella dieta e rischio di cancro del colonretto. Ad esempio, è stato dimostrato che un uso prolungato di supplementi contenenti folati riduce significativamente il rischio di sviluppare cancro del colonretto. Studi su animali evidenziano che una dieta deficitaria di folati incrementa i foci di cripte aberranti e di adenomi del colon. I foci di cripte aberranti del colon sono lesioni preneoplastiche da cui molto spesso nell’uomo sviluppano adenomi ed adenocarcinomi. Altri tumori dell’apparato digerenti sono strettamente correlati con il basso apporto dietetico di folati: adenocarcinoma esofageo, adenocarcinoma del cardia dello stomaco, carcinoma squamoso dell’esofago, e adenocarcinoma dello stomaco non cardiale.
Il ruolo dei folati risulta fondamentale nella sintesi, riparo e nella metilazione del DNA. La metilazione del DNA è un importante meccanismo epigenetico per il controllo della espressione genica. Numerose osservazioni implicano un ruolo della metilazione del DNA nella patogenesi del cancro. Alterati pattern di metilazione sono stati osservati nell’insorgenza del cancro del colon. La deficienza di folati può portare ad ipometilazione all’interno una regione altamente conservata del gene tumor suppressor p53, regione corrispondente alla maggioranza delle alterazioni genetiche coinvolte nello sviluppo di varie neoplasie.

ACIDO FOLICO E PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

L’acido folico è il maggiore determinante della dieta per il livello plasmatico della omocisteina, come mostrato da uno studio sulla popolazione Olandese. La deficienza di folato per ridotto apporto, per aumento delle richieste fisiologiche o per alterato metabolismo dovuto a cause iatrogene porta ad un aumento ematico dell’omocisteina. Tutto ciò porta ad aumentato rischio di infarto miocardico, infarto cerebrale, e trombosi delle arterie periferiche,

ACIDO FOLICO E DEPRESSIONE

Negli ultimi 25 anni numerosi studi clinici hanno evidenziato una alta incidenza di deficienza di folati nella popolazione psichiatrica, specialmente nei pazienti affetti da depressione. Studi più recenti indicano che la correlazione è più stringente quando si vanno a valutare i livelli di folati negli eritrociti, in quanto questi sono più indicativi del livello di storage intracellulare di tale vitamina. Anche se la deficienza di folati può essere conseguente allo scarso apporto dietetico nei depressi, risulta interessante come un aumentato apporto porta ad un recupero dalla sintomatologia.

ACIDO FOLICO E DEMENZA

Dati epidemiologici e clinici indicano che individui con bassi livelli di acido folico ed elevati livelli di omocisteina sono ad alto rischio per Alzheimer. L’analisi tissutale del cervello di pazienti affetti da Alzheimer correla tale patologia con l’accumulo di -amiloide insolubile nei neuroni danneggiati. La -amiloide è coinvolta nella cascata apoptotica attivata in tali neuroni e nel processo neurodegenerativo più in generale. Il suddetto processo neurodegenerativo viene amplificato dalla ridotta capacità delle cellule di attivare il riparo del DNA mediante metilazione. Come già detto sopra, la metilazione del DNA è ridotta in condizioni di carenza di folati.

Pertanto risulta auspicabile identificare dei marcatori/indicatori per lo screening e la prevenzione delle suddette patologie dell’anziano, ed in modo particolare delle neoplasie.
Marcatori/indicatori:
Vitamina D e/o calcio, o paratormone.
Acido folico e/o volume globulare medio, o omocisteina.
Peso corporeo, altezza, pliche corporee.

Dott. Vincenzo Giordano © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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